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Specchi della critica. Da Baudelaire a Panofsky.

€14,00
Milano, Medusa, 2018. Cm. 22x14, pag. 102, br.
Autore: CHASTEL, André
Editore Medusa
Lingua di pubblicazione: IT
Anno di pubblicazione: 2018
Disponibilità:
Disponibile
Cod: 9788876984266

Oggi non meno di quando Baudelaire scriveva che “un metodo semplice per conoscere la misura di un artista sta nell’esaminare il suo pubblico” si dovrebbe usare nel giudizio critico lo studio del pubblico che va alle mostre d’arte: dai devoti dell’Impressionismo e di Van Gogh, alle frotte di seguaci caravaggeschi fino ai patiti del kitsch di Jeff Koons e Damien Hirst. E i critici? Specie in estinzione, gente che tutt’al più si propone come notaio delle scelte fatte da altri, dai mercanti e dai grandi collezionisti, dai musei e dall’industria culturale. Che fare? Bisogna ricominciare da quelli che la critica d’arte sapevano che cosa fosse e ne difendevano il “giudizio di valore”. Da Baudelaire a Focillon a Longhi e Wolfflin, da Berenson a Panofsky. Così André Chastel, uno dei maggiori rappresentanti di questa letteratura critica, si chiede iniziando questo libro: avete letto bene Baudelaire? E oltre a dire perché egli fu il padre di tutti i critici moderni passa in rassegna una ventina di loro, e ne fa come dei capisaldi di quest’arte letteraria da ritrovare. Lasciando perdere manager e curator che oggi sono marionette governate dai poteri forti dell’arte.

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