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Mondadori

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Caravaggio.

Milano, 1966. Cm. 29x23, pp. 75, figg. a col. e in nero n. t., cart.

 

£8.68
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Colazione con Lucian Freud. Ritratto di una vita nell'arte.

8804656364

Milano, 2015. Cm. 24x15, pp. 265, figg. a col. e in nero f. t., cart. e sovrac.

Quando, nel dicembre del 1993, il Metropolitan Museum di New York organizzò la prima grande esposizione delle sue opere, Lucian Freud – nipote del celebre Sigmund – non era più che un pittore di nicchia, lasciato indietro dalle avanguardie e a lungo trascurato dalla critica. Per lui, ultimo artista bohémien, amante insaziabile dall'esistenza sensuale e disordinata nonché giocatore d'azzardo perseguitato dai debiti, in quell'occasione si aprirono finalmente le porte del mercato internazionale dell'arte. Da quel momento i suoi quadri, da sempre considerati scioccanti, pericolosi e inquietanti, furono battuti alle aste per cifre da capogiro, e Freud venne celebrato come il più grande pittore figurativo del Novecento. Eppure, nonostante la fama e la ricchezza, Lucian Freud continuava a vivere circondato da un alone di riservatezza, una riservatezza ossessivamente ricercata, difesa, addirittura imposta a tutti coloro che lo frequentavano o posavano davanti alle sue tele. Di lui erano note le innumerevoli amanti, le amicizie nel mondo dell'aristocrazia e dell'élite intellettuale britannica, la passione per il gioco. Così com'erano noti i tanti figli (quelli riconosciuti, almeno). C'era però un Freud «segreto», un «Mefistofele paranoico che distrugge tutto ciò che lo circonda», secondo le parole dell'ex moglie Caroline Blackwood; un artista, ma soprattutto un uomo, tormentato, che aveva dialogato a lungo con la morte e che nel rischio, nel continuo corteggiamento del pericolo, nel disprezzo della morale convenzionale, nell'indifferenza al dolore causato agli altri, nell'arte interpretata sempre come «esercizio estremo» cercava di soddisfare la sua disperata brama di vivere: un atto di riconoscenza, in fondo, per essere scampato, insieme alla famiglia, all'Olocausto cui era condannato in quanto ebreo nella Germania nazista. Questo Freud «segreto» viene svelato per la prima volta da Geordie Greig, che per dieci anni ha fatto parte del ristrettissimo gruppo di amici che regolarmente si incontravano con l'artista per la prima colazione al ristorante Clarke's, in Kensington Church Street, a Londra. Lì, davanti alle tazze di tè e ai giornali del mattino, Freud rievocava episodi del suo passato e parlava di bookmaker e fantini, di gangster dell'East End e di figli troppo spesso dimenticati, di amori distruttivi e di incontri incredibili (da Francis Bacon a Frank Auerbach, da Greta Garbo a Kate Moss). Ma soprattutto parlava d'arte e di pittura, rivelando la sua ossessione per il lavoro, l'attenzione maniacale con cui ritraeva, in maniera a tratti sconcertante, la carne nuda e viva dei corpi che animano le sue tele, arrivando ogni volta a forzare i limiti artistici e morali dell'atto creativo. Una sfida al mondo, la sua, e non solo a quello dell'arte del XX secolo. Libro caleidoscopico, basato su lunghe conversazioni con gli amici, i figli e i conoscenti più stretti di Freud, Colazione con Lucian Freud è un ritratto intimo dell'artista da giovane e nella vecchiaia, un racconto affascinante, personale e autorevole su uno dei protagonisti indiscussi dell'arte contemporanea.

 

£21.70
Disponibile su ordinazione

Con gli occhi dei maestri. La storia dell'arte nella vita e negli insegnamenti di Longhi, Graziani, Arcangeli, Briganti, Gombrich e Ragghianti.

8804658115

Milano, 2015. Cm. 24x15, pp. 270, figg. a col. e in nero n. t., cart. e sovrac.

«La storia non è un corteo che si osserva dall'alto, diceva il grande Marc Bloch. E lo storico non è un signore che guarda il corteo dal suo balcone, al fine di descriverlo con esattezza e oggettività. Lo storico è un uomo come gli altri che cammina dentro al corteo, che si chiede che cosa sia accaduto nel corso di un viaggio lungo e accidentato; quale sia dunque la direzione e la meta del corteo stesso; in ultima istanza – se possibile – quale sia il senso definitivo del cammino.» Flavio Caroli si richiama alla filosofia della più importante scuola storiografica del nostro tempo, le «Annales», per ripercorrere le tappe di una scienza relativamente giovane come la storia dell'arte, vista attraverso gli occhi dei «maestri». All'inizio della sua carriera di studioso, l'autore ha avuto la fortuna di conoscere e frequentare alcuni tra i più importanti esperti che hanno costruito le «diverse storie dell'arte» come noi oggi le conosciamo. Ne conserva un ricordo pieno di fascino, immagini che non possono non subire l'influenza della materia studiata. Così Caroli rivede Roberto Longhi: «Gli allievi accostavano Longhi uno per volta, ricevendone sguardi e brevi cenni di assenso col capo. Quando toccò a un valente medievista centroitaliano, per frazioni di secondo rividi un famoso dipinto di Tiziano, col rampollo Farnese che parla all'orecchio del nonno pontefice». Francesco Arcangeli è invece «il maestro» che porta Caroli, studente di lettere a Bologna, alla laurea: «Ero seduto in istituto, e studiavo con moderata diligenza le lettere di Van Gogh, per una tesi di laurea che non appagava i miei desideri per la storia dell'arte che avevo sognato. Entrò una specie di Maigret che, passandomi alle spalle, buttò l'occhio sulle pagine del mio libro». Bastano poche parole tra i due per far capire all'allievo che immediatamente avrebbe «cambiato tesi di laurea e vita». Ma l'inquietudine intellettuale e il desiderio di andare oltre il mero attribuzionismo condurranno Caroli all'incontro e alla lunga amicizia con Ernst Gombrich: in quel pomeriggio di luglio del 1975, giorno del primo colloquio al Warburg Institute di Londra, «l'aria fu fin da subito incalzante, un vento che spingeva la barca dei saperi a un abbrivio vertiginoso». Ai ricordi personali si affiancano le fondamentali esplorazioni del «pensiero in figura»: carrellate di opere che mostrano le diverse storie dell'arte direttamente dalla penna di Longhi, Graziani, Arcangeli, Briganti, Gombrich e Ragghianti, in un prezioso intreccio di vita e bellezza.

£26.04
Disponibile su ordinazione

Dopo Caravaggio. Bartolomeo Manfredi e la Manfrediana Methodus.

8804316411

Milano, 1987. Cm. 27x23, pp. 127, tavv. e ill. a col. e in nero n. t., br.

Catalogo della mostra: Cremona, 1987.

Attraverso uno scelto nucleo di opere, il volume analizza l'evoluzione pittorica del più importante fra i seguaci romani del Caravaggio (1582-1622). Particolarmente importanti gli apporti documentari, grazie ai quali sono stati chiariti alcuni punti oscuri della biografia del pittore.

£69.43
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Fondazione Magnani Rocca. Capolavori della pittura antica.

Milano, Mondadori, 1984. Cm. 27x23, pp. 183, figg. a col. e in nero n. t., br. Catalogo della mostra: Reggio Emilia, Palazzo Magnani, 1984.
£26.04
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Gino Severini. Catalogo ragionato.

Milano, Arnoldo Mondadori, 1988. Cm. , pp. 655, tavv. a col. e figg. in nero n. t., tela e sovrac.
£433.95
Disponibile

Giorgio Morandi Milton Glaser.

Milano, Mondadori, 1989. Cm. 22x24, pag. 112, fig. in nero e a col, br.
£21.70
Disponibile

Giulio Romano.

9788824200646
Milano, Mondadori, 1991. Cm. 26x19, pp. 62, figg. 33 a col. e 6 in nero n. t., br.
£8.68
Disponibile

Gli affreschi di Correggio. La Camera di San Paolo, San Giovanni Evangelista e il Duomo di Parma.

8837064402

Milano, 2008. Cm. 33x25, pp. 303, tavv. e ill. a col. n. t., tela e sovrac. in cof.

Correggio (1489-1534) si manifesta finalmente in tutta la sua potenza espressiva e nella magistrale capacità di intrecciare le figure nello spazio.
Con una campagna fotografica appositamente realizzata, con scatti presi a distanza ravvicinata, lo studio dedicato al Correggio rivela la grandezza di un artista che non ha nulla da invidiare ai più grandi maestri del Rinascimento.
La prefazione di Pierre Rosenberg, presidente-direttore onorario del Louvre, apre un volume che per primo in assoluto rende giustizia, con testi e immagini, a un artista che seppe liberare la pittura del proprio secolo.
Vengono presi in esame tre cicli pittorici che Correggio dipinse a Parma nella seconda metà della sua vita. Opere che danno una chiara misura della sua capacità di organizzare lo spazio, intrecciare le figure in un sapiente gioco di gesti e sguardi, rappresentare il nudo con una forza paragonabile forse solo a Michelangelo.
Dalla "Camera della Badessa" la cui iconografia si ispira a Diana Cacciatrice, alla cupola della chiesa benedettina di San Giovanni Evangelista, realizzata tra il 1520 e il 1524, il virtuosismo pittorico di Correggio raggiunge il culmine con la cupola dell'Assunta nel Duomo.
Proprio lì si trovano "dodici figure prodigiose, tratteggiate con un'audacia inaudita, le quali si librano in modo talmente veridico, talmente prospettico, che di sicuro non è mai stato fatto niente di simile in quest'ambito".

£130.18
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La forma di Dio. A cura di Cristina Uguccioni.

8837094898

Milano, 2014. Cm. 24x15, pp. 165, tavv. 14 a col. f. t., cart. e sovrac.

L'arte occidentale degli ultimi duemila anni ha contratto nei confronti della fede cristiana un debito che difficilmente potrà ripagare; tale debito, va detto, è reciproco, e i capolavori custoditi nelle chiese e nei musei sono stati spesso vessilli e voce del messaggio di Cristo e hanno contribuito alla sua diffusione e alla sua comprensione. Il volume mostra questo profondo legame tra il mondo dell'arte e il cristianesimo, con la consapevolezza che per interpretare correttamente i capolavori artistici a tema religioso sia imprescindibile affiancare allo sguardo sensibile e analitico dello storico dell'arte la voce partecipe e profonda del teologo. I capitoli sono divisi in due parti: nella prima sono proposte le esegesi di alcuni passi significativi della Bibbia, nella seconda seguono i commenti storico-artistici di grandi opere d'arte raffiguranti quei passi: "La Creazione di Adamo e di Eva", "La Sacra Famiglia" e "Il Giudizio Universale" di Michelangelo, "L'Annunciazione" del Beato Angelico, "La Natività" padovana di Giotto, "Il Battesimo di Cristo" di Piero della Francesca, "La Vocazione di san Matteo" e "La Cena in Emmaus" di Caravaggio, "La Trasfigurazione" di Raffaello, "L'Ultima Cena" di Leonardo da Vinci, "Il Crocifisso" di Cimabue, "Il Cristo morto" di Mantegna.

 

 

£21.61
Disponibile su ordinazione

Margherita Sarfatti. La regina dell'arte nell'Italia fascista.

8804658610
Milano, 2015. Cm. 24x15, pp. 403, figg. 25 a col. e in nero f. t., cart. e sovrac. Strano destino quello di Margherita Sarfatti, giornalista, scrittrice e primo critico d'arte donna in Europa. Ha fondato il gruppo del Novecento, ha progettato e allestito mostre in patria e all'estero, ha frequentato gli intellettuali all'avanguardia del suo tempo, per oltre vent'anni ha influenzato in modo profondo la cultura e l'arte italiane. Eppure, per una sorta didamnatio memoriae, la maggior parte del pubblico la conosce solo come «l'amante del duce». La sua figura è rimasta a lungo «appiattita» su quella di Mussolini. In realtà rivestì un ruolo da protagonista, soprattutto in campo artistico, ma anche in politica e nel forgiare l'ideologia del fascismo. Colta, elegante, raffinata, Margherita nasce a Venezia nel 1880 da una ricca famiglia ebrea, i Grassini. Fin da giovane frequenta Antonio Fogazzaro e Guglielmo Marconi, conosce la regina Elena e il patriarca Sarto, futuro papa Pio X. Intelligente, inquieta e curiosa, è decisa a occupare un posto in prima fila nella vita, in un tempo in cui le donne potevano dedicarsi tutt'al più alla filantropia. Il suo salotto di Milano, un vero laboratorio del pensiero artistico del tempo, è frequentato da futuristi come Marinetti e Carrà, Russolo e Boccioni – con cui intreccia una storia d'amore –, i pittori di Novecento (Sironi, Funi, Bucci), letterati e poeti come d'Annunzio e Ada Negri, e da un giovanotto trasandato ma ambizioso di nome Benito Mussolini. Tra i due scoppia presto la passione, ma nasce anche un proficuo sodalizio in cui ognuno si serve dell'altro. Il duce usa la lucida intelligenza, la spregiudicatezza e le entrature internazionali e nel mondo dell'arte di Margherita; lei, anche grazie al suo rapporto con l'uomo più potente d'Italia, riesce a imporsi sulla scena culturale e a compiere il suo progetto: un'avanguardia artistica in linea con la tradizione classica italiana. Costretta a espatriare nell'imminenza delle leggi razziali, rientra in patria solo dopo la caduta del fascismo, ma resta relegata ai margini della storia, condannata moralmente per essere stata l'ispiratrice del duce, compromessa come intellettuale e come donna. Oggi il libro di Rachele Ferrario, grazie a una capillare ricerca documentaria e a carteggi inediti, ci restituisce il temperamento di una donna libera, capace di affrontare con coraggio anche il dolore estremo della morte del figlio diciassettenne Roberto, arruolatosi volontario nella Prima guerra mondiale contro la volontà dei genitori. Una donna che vive in anticipo sul proprio tempo e non ama sentirsi dire di no. Nemmeno dal duce, a cui scrive, rivendicando la propria indipendenza: «Mi hai presa, mi hai conquistata, ti sei fatto amare oggi? Sì? Tanto meglio, domani bisogna ricominciare da capo ... Io sono nuova; io nasco ogni mattina. Ciò che feci ieri non è la ragione determinante di quanto farò domani...».

 

£21.70
Non disponibile

Modigliani. Gli anni della scultura.

00256875
Milano, Mondadori, 1984. Cm. 27x22, pp. 126, figg. a col. e in nero n. t., br. Catalogo della mostra: Livorno, Villa Maria - Museo Progressivo d'Arte Contemporanea, 1984.
£26.04
Non disponibile

Mostra dell'opera pittorica e grafica di Filippo De Pisis. Catalogo a cura di: Licisco Magagnato, Manlio Malabotta, Sandro Zanotto.

Milano, 1969. Cm. 23x20, pp. 194, tavv. e ill. a col. e in nero n. t., br. e sovrac.

Catalogo della mostra: Verona, Palazzo della Gran Guardia, 1969.

£17.36
Non disponibile

Palma il Vecchio. L'opera completa.

8804302461

Milano, 1988. Cm 32,5x24,5, pp. 335, tavv. 13 a col. e figg. in nero n. t., tela e sovrac.

Testo di riferimento per l'opera dell'artista veneto attivo nel primo trentennio del Cinquecento. L'opera si compone di un lungo saggio introduttivo, sorretto da un notevole ricerca documentaria, il catalogo delle opere suddivise per gruppi tematici (sacre conversazioni, scene profane, ritratti), la bibliografia e l'indice dei nomi.


£95.47
Non disponibile

La collezione di stampe. Guida allo studio dell'incisione antica e moderna con oltre 250 illustrazioni in nero e 18 a colori.

Milano, Mondadori, 1971. Cm. 30x22, pp. viii-301, tavv. 18 a col. f. t. e oltre 250 ill. in nero n. t., tela e sovrac.
£32.98
Disponibile

Roma tra espressionismo barocco e pittura tonale (1929-1943).

Milano, Mondadori, 1984. Cm. 27x20, pag. 138, fig. a col e in nero, br.
£17.36 £13.02
Disponibile

Ukiyo-e 250 anni di grafica giapponese. A cura di Gildo Fossati.

00160952
Milano, Arnoldo Mondadori, 1979. Cm. 24x31, pag. 390, fig. a col, cart e sovrac
£43.40
Disponibile

L'Attico 1957-1987, 30 anni di pittura, scultura, musica, danza, performance, video. A cura di Fabio Sargentini, Roberto Lambarelli, Lucia Masina

00505933
Milano, Mondadori, 1987. Cm. 23x26, pag. 231, fig. a col e in nero, br. Catalogo della mostra a Spoleto- Chiesa di San Nicolò- Luglio, Agosto 1987.
£43.40
Disponibile

Arturo Martini terrecotte e ceramiche. A cura di Gianni Vianello.

Milano, Mondadori/edizioni Philippe Daverio, 1985. Cm. 17x24, pag. 86, fig. a col, br.
£17.36
Non disponibile

Capraia '91. Ceramiche verso il XXI secolo. A cura di Luigi Ulivieri.

9788824200974
Milano, Arnoldo Mondadori, 1991. Cm. 22x24, pag. 71, fig. a col e in nero, br. Catalogo della mostra a Capraia, ex fornace Pasquinucci, Giugno-Luglio 1991.
£10.41
Non disponibile

Paolo Pejrone i miei giardini. Fotografie di Dario Fusaro

9788837045944
Milano, Mondadori, 2008. Cm. 26x26, pag. 188, fig. a col e in nero, cart e sovrac.
£17.36
Non disponibile

Biedermeier.

9788804304852
New York-London, Mondadori, 2007. In-8¡, pp. 216, figg. 197 a col. e in nero n. t., tela e sovrac.
£32.98
Disponibile

Orafi e argentieri.

Milano, Arnoldo Mondadori, 1972. Cm. 29x22, pp. 319, tavv. a col. e figg. in nero n. t., tela e sovrac.
£26.04
Disponibile

Il tesoro nascosto. Le argenterie imperiali di Kaiseraugst. A cura di Annemarie Kaufmann e Herbert A. Cahn

Milano Roma, Mondadori De Luca, 1987. Cm. 23x27, pag. 178, fig. in nero e a col, br. Catalogo della mostra a Roma- Palazzo dei Conservatori- Dicembre 1987, Febbraio 1988.
£17.36
Disponibile