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Alma-Tadema e la nostalgia dell'antico. A cura di Eugenia Querci e Stefano De Caro.

$82.96
Milano, Electa, 2007. Cm. 28x24, pp. 311, tavv. e ill. a col. e in nero n. t., br. e sovrac. Catalogo della mostra: Napoli, Museo Archeologico Nazionale, 2007-2008.
Editore Electa
Lingua di pubblicazione: it
Anno di pubblicazione: 2007
Disponibilità:
Non disponibile
Cod: 9788837053369

Le suggestive scoperte archeologiche di Pompei e dell'area vesuviana, oggetto di scavi approfonditi nel corso dell'Ottocento, hanno esercitato un influsso fortissimo sull'immaginario di pittori e scrittori nel corso del secolo, restituendo un'immagine vivida e straordinariamente vitale del mondo antico, con la sua realtà sociale, potica e quotidiana. Grazie alla profonda conoscenza archeologica, Alma-Tadema (1836-1912), olandese di nascita ma inglese di adozione, riesce a far rivivere, in una chiave finemente estetizzante, un mondo ormai perduto, dove le scene del quotidiano assumono le sfumature del mito. A partire dal caposcuola Alma-Tadema, attraverso il ricco filone italiano, pur senza trascurare quelle opere di scuola internazionale che possano illustrare tappe significative per l'affermazione del genere, l'argomento è affrontato nelle sue diverse sfaccettature interpretative, dando perciò spazio anche alla pittura di storia, ispirata dalle evidenze documentarie e archeologiche del mondo classico, nonché ai dipinti e alle rilevazioni eseguite dal vero nei siti archeologici di maggior rilievo da artisti, architetti e disegnatori professionisti, senza infine trascurare fondamentali fonti letterarie, come le guide e i romanzi ambientati nelle città

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