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Pittura a Siena nel Trecento. A cura di Michele Cordaro.

8806125103

Torino, 1991. Cm. 21x15, pp. xxxii-214, ill. 79 in nero f. t., tela e sovrac.

 

 

€50,00
Nicht am Lager

Pittura ed esperienze sociali nell'Italia del Quattrocento. A cura di Maria Pia e Piergiorgio Dragone.

9788806158101
Torino, Einaudi, 2001. In-8¡, pp. xvi-148, ill. 88 in nero f. t., br.
€20,00
Am Lager

Principi architettonici nell'età dell'Umanesimo.

8806189785

Torino, 2007. Cm. 21x14, pp. xiv-166, figg. in nero n. t., br.

In questo libro, che ha ormai acquistato il prestigio di un'opera classica, vengono messi in luce, nel corso di una esemplare ricerca storica, i nessi tra l'architettura rinascimentale e le tendenze della cultura ad essa contemporanea. Fissando la propria attenzione sui principî architettonici seguiti nel Rinascimento, da Alberti a Palladio, Rudolf Wittkower apporta chiarimenti definitivi sul reale significato di certe forme architettoniche e fa per contrasto risaltare i limiti e le insufficienze di una lettura puramente estetica dei monumenti.

Introduzione di Richard Krautheimer.

 

€17,00
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Principi architettonici nell'età dell'umanesimo.

Torino, Einaudi, 1964. Cm. 26x16, pp. xiv-165, ill. 119 in nero f. t. e figg. 10 in nero n. t., tela e sovrac. con strappo al piatto anteriore.
€48,00
Am Lager

Quale Francesco? Il messaggio nascosto negli affreschi della Basilica superiore ad Assisi.

8806220983
Torino, Einaudi, 2015. Cm. 28x22, pp. xvii-608, ill. 222 a col. e in nero n. t., tela e sovrac. Il libro analizza tutti gli affreschi della Basilica superiore dimostrando che il programma fu concepito in maniera unitaria: gli episodi dell'Apocalisse e storie degli apostoli, dipinti da Cimabue nell'abside, dialogano con quelli, di circa una decina d'anni dopo, della controfacciata, di cui è proposta una spiegazione inedita. Importante è un dettaglio: nella Predica agli uccelli le colombe scese ad ascoltare Francesco risalgono in cielo e si trasformano nelle nuvole dell'Ascensione di Cristo. L'Ordine francescano è, secondo fonti pseudo-gioachimite, un Ordine «colombino» e proprio la voce di Gioacchino da Fiore, soprattutto mediante le opere che gli furono attribuite, diventa, attraverso il prudente filtro di Bonaventura, il cardine dell'identità francescana. Il santo, come voleva lo pseudo-Gioacchino, è cosí identificato, per l'inaudito miracolo delle stimmate, con l'apocalittico Angelo del sesto sigillo, dipinto da Cimabue nell'abside. Ed ecco un'altra novità: il ciclo francescano ha come fonte, oltre la Legenda maior di Bonaventura, un'altra sua opera, le Collationes in Hexaëmeron. Francesco, nelle Collationes, è il prototipo di un Ordine perfetto, puramente contemplativo, che si realizzerà però quando la Chiesa sarà divenuta anch'essa del tutto contemplativa. Veniva cosí sanato il contrasto fra gli ideali di strettissima povertà voluti dal santo e quelli, molto diversi, dei frati del tempo delle storie francescane (1288-92 circa), che potevano lecitamente vivere in bei conventi, studiare e insegnare, perché si preparavano all'attuazione del piano divino. Negli affreschi Francesco, a piedi nudi e con la barba, in preghiera e in contemplazione, è accanto ai confratelli dediti invece alla vita attiva, con i sandali, accuratamente rasati, perché ormai tutti chierici. Nell'abside però già si mescolano agli eletti ai piedi del trono di Cristo e Maria. Oltre alla novità della chiave interpretativa molti sono i particolari rintracciati e spiegati, per esempio l'aquila dipinta da Cimabue, quella che svetta sul fastoso San Damiano, la passerella della porta urbana che sta per cadere e i diavoli in caricatura nella scena dell'Estasi. Viene anche spiegato il soggetto del monocromo della colonna coclide che chiude l'ultimo episodio delle storie di Francesco, con l'esotico corteo di cammelli e di pagani che si lega agli adiacenti episodi dell'Apocalisse di Cimabue. Al lettore, il piacere di continuare la scoperta delle novità.

€80,00
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Ritratto e società in Italia. Dal Medioevo all'avanguardia. A cura di Fabrizio Crivello e Michele Tomasi.

8806159160

Torino, 2015. Cm. 21x14, pp. xxi-139, figg. 48 a col. n. t., br.

Spaziando da Giotto a Boccioni, passando per Masaccio, Tiziano e Bernini, Enrico Castelnuovo affronta un tema centrale della storia dell'arte. Concentrando lo sguardo sull'Italia e prendendo in esame non solo dipinti, ma anche sculture in marmo o in terracotta e placchette in bronzo, l'autore indaga gli usi e le funzioni del ritratto, le sue trasformazioni a seconda dei contesti storici e sociali in cui fu impiegato, il modo in cui fu interpretato pe rispondere alle domande dei committenti e alle attese del pubblico, il contributo dato dai grandi maestri alla sua evoluzione. Associando mirabilmente rigore dell'analisi e chiarezza didattica, Castelnuovo spiega come il materiale, il taglio, gli attributi contribuiscano a costruire l'immagine del ritrattato. Dai ritratti morali e civili del Quattrocento fiorentino a quelli psicologici di Giorgione, dagli State portraits di Raffaello ai popolani raffigurati dai maestri lombardi del Settecento, egli mette in evidenza gli snodi fondamentali di una storia secolare e restituisce il modo in cui i contemporanei guardarono e commentarono queste opere.

€28,00
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Saturno e la melanconia.

8806550790

Torino, 2002. Cm. 21x16, pp. xxxvii-423, ill. 155 in nero f. t., tela e sovrac.

La presente edizione del classico saggio einaudiano, aggiornata bibliograficamente, è accresciuta con la prefazione di Raymond Klibansky del 1988 e con un'appendice sulle raffigurazioni della Melanconia di Lucas Cranach. 

€50,00
Nicht am Lager

Scultori in legno del Rinascimento tedesco.

8806116118

Torino, 1989. Cm. 21x15, pp. xxxvii-370, tavv. 102 e figg. 145 in nero n. t., tela e sovrac. in cust.

Uno dei momenti più importanti e significativi dell'arte europea è anche uno degli aspetti della civiltà figurativa moderna meno noti e meno definiti, non solo dal più largo pubblico. Perché se la Germania tra Quattro e Cinquecento è per tutti il mondo di Durer, Cranach, di Altdorfer o di Grunewald, per citare a caso fra i primi nomi che vengono a mente, e cioè rappresenta una congiuntura altissima per la pittura, non suona allo stesso livello per scultori come Multscher o Pacher, per Erhart o Riemenschneider o Stoss, non meno geniali e grandi. Ad un momento intensissimo, come questo, è dedicato il libro di Baxandall, agli autori che invadono la Germania degli anni precedenti la Riforma di sculture e altari, soprattutto di quegli altari a battenti, Flugelaltar, che legano alla scultura la pittura e il disegno architettonico, in invenzioni sofisticate e di estremo fascino formale. La produzione e l'invenzione di queste macchine sorprendenti lega insieme una cultura figurativa ed un attento bagaglio tecnico, convinzioni religiose e apporti personali degli artisti, ben organizzate botteghe e strutture corporative, coinvolgendo l'intera vita culturale politica e religiosa del momento, e consegnandoci una fitta serie di assoluti capolavori. Il libro è un eccellente risultato storiografico e critico non solo per il fatto che ci ripropone un mondo figurativo di inattesa qualità e di grande vigore, nutrito di una qualità e di una fantasia di rado raggiunta anche nei momenti più alti della storia della scultura. Baxandall racconta tutto questo, ed il mondo in cui un'arte simile si colloca, facendo del libro una lettura coinvolgente che sa mescolare, come ricorda Enrico Castelnuovo nella sua partecipe introduzione, città, gruppi sociali, preferenze estetiche, programmi figurativi, interesse per i materiali e le loro possibilità espressive. Col risultato, che Castelnuovo sottolinea nelle sue novità di metodo e soprattutto di risultati, di un crescendo abilmente orchestrato attraverso il quale si dà una magistrale interpretazione di un grande tempo dell'arte europea e una superba lettura delle opere.

Introduzione di Enrico Castelnuovo.

 

€80,00
Nicht am Lager

Sculture del duomo di Siena (Giovanni Pisano, Tino di Camaino, Giovanni d`Agostino).

Torino, 1941. Cm. 29x23, pp. 79, tavv. 62 in nero f. t., tela.

€80,00
Nicht am Lager

Senza misericordia. Il Trionfo della Morte e la Danza macabra a Clusone.

8806224790

Torino, 2016. Cm. 24x15, pp. xiii-213, figg. 109 a col. e in nero n. t., cart. e sovrac.

Perché, verso la fine del Trecento, la Chiesa accolse in affreschi e miniature i temi macabri? Svolgono argomenti che in sé non hanno nulla di cristiano, dato che al fedele dovrebbe interessare la sorte dell'anima e non quella del corpo. La spiegazione offerta in Senza misericordia collega tale novità, sorprendentemente, alla nascita, all'incirca verso l'inizio del Duecento, del purgatorio. A Clusone, sulla facciata dell'Oratorio dei Disciplini, si dispiega una vera e propria antologia di temi macabri, rara per la sua completezza e di immediata comunicazione visiva: l'Incontro dei tre vivi e dei tre morti, il Trionfo della Morte, la Danza macabra, dipinti nel 1485 da Giacomo Busca. Il libro, partendo da una nuova campagna fotografica dei coloratissimi affreschi, individua sia personaggi fino ad oggi rimasti senza nome, sia personaggi la cui esatta tipizzazione era sfuggita. Senza misericordia gli scheletri che, ben aggiornati, adoperano anche la polvere da sparo, senza misericordia i chiusi e laboriosi componenti della società che si rappresenta nel dipinto: assenti le donne, non c'è posto per i vecchi, per i poveri, per i malati, per i bambini. Il nome del pittore dello straordinario manifesto è finalmente individuato in modo piú sicuro, ricostruito con serrati confronti nella sua personalità artistica. Infine una sorridente e puntuale ricerca documenta la fortuna degli affreschi, con le incomprensioni e i fraintendimenti dei primi «scopritori» ottocenteschi. Chiara Frugoni e Simone Facchinetti si sono divisi le pagine secondo le differenti competenze, augurandosi che i lettori vogliano accogliere la loro visita guidata, ricca di sorprese.

 

€38,00
Available on request, contact us.

Sindone. Storia e leggenda di una reliquia controversa.

8806213046

Torino, 2015. Cm. 24x15, pp. x-370, ill. 24 a col. e in nero f. t., tela e sovrac.

Per i Vangeli la Sindone è un oggetto trascurabile. Nulla fa presagire che, alcuni secoli dopo, molte città avrebbero fatto a gara per vantare il possesso di sindoni o sudari, piccoli frammenti o lunghi lenzuoli miracolosi. Nel Trecento in un villaggio francese compare quella che diverrà la più famosa fra tutte, un telo con impressa l'immagine di Cristo martoriato: per alcuni fedeli è l'autentica Sindone di Cristo, mentre per il loro vescovo è un falso, dipinto a scopo di lucro. Di qui prende il via una storia avventurosa che percorre i secoli, fatta di ricorsi e scomuniche, di furti e vendite, di incendi e salvataggi, di notorietà e decadenza. La Sindone è stata il potente vessillo di casa Savoia, segno del favore celeste e gloria per la città di Torino. Eppure, la Sindone ha tante storie: quella autentica, non di rado occultata; quella compiacente, fabbricata dai cronisti di corte; quella di maggior fantasia, creata dai suoi moderni propagandisti. Andrea Nicolotti, con un'opera di monumentale scavo storico ed esegetico, racconta questa vicenda secondo i canoni della migliore storiografia.

€32,00
Am Lager

Storia dei colori.

8806153441

Torino, Einaudi, 1999. Cm. 19x11, pp. xiv-133, br.

€14,00
Nicht am Lager

Storia della miniatura. Dalla tarda antichità alla fine dell'età romanica.

8806207731

Torino, 2012. Cm. 21x13, pp. 377, figg. 97 a col. n. t., br.

Il saggio, apparso più di mezzo secolo fa in tedesco, francese e inglese - è un classico della storia dell'arte. Si tratta di una sintesi rigorosa e accessibile della storia della miniatura occidentale corredata da una ricca galleria di illustrazioni a colori. Dalla tarda antichità, attraverso l'alto Medioevo, fino alla diffusione dello stile romanico e agli inizi dello stile gotico, la storia della miniatura è magistralmente preentata nelle sue linee di sviluppo.

€48,00
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Storia della pittura bizantina.

8806219802

Torino, 2014. Cm. 21x15, pp. l-620, ill. 576 in nero n. t., tela e sovrac. in cof.

Con questo volume, uscito per la prima volta in Italia quasi cinquant'anni fa, Viktor Lazarev ci ha consegnato un'opera fondamentale, che ha modificato nel profondo i paradigmi di lettura della storia dell'arte bizantina, e ha influenzato ogni successiva ricerca in materia. Il termine bizantino, applicato come generica etichetta alle opere piú disparate, vedeva spesso sminuito e alterato il suo valore critico e storico: Lazarev ha ricostruito fin nei minimi dettagli la sorprendente vicenda creativa dell'arte di Bisanzio e delle sue province, tracciandone i caratteri precipui e inconfondibili, dall'epoca di Giustiniano fino alla dissoluzione dell'impero. Un testo che attraversa quasi mille anni di storia e, analizzando le forme di diffusione della pittura bizantina (mosaici, dipinti, tavole, icone, affreschi e manoscritti), definisce con precisione il ruolo di Costantinopoli nella cultura Medievale.

 

€100,00
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Storia dell'Impero Romano dopo Marco Aurelio.

8806227463

Torino, Einaudi, 2017. Cm. 18x12, pagg.xvi-290, cartone e sovracop. A cura di Filippo Cassola prefazione di Luciano Canfora.

Collana NUE n. 17. Il periodo storico preso in considerazione è quello a cavallo della metà del 200 D.C. quando Massimino il Trace che prese il regno per tre anni, dal 235 al 238 D.C.

€28,00
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Storia di Firenze 1200-1575.

8806206468
Torino, 2014. Cm. 23x15, pp. xvii-643, figg. 15 in nero n. t., cart. e sovrac. Firenze è universalmente nota come la culla del Rinascimento, centro della rifioritura negli studi, nella letteratura e nelle arti. Ma la patria di Machiavelli fu anche una repubblica autonoma, dove si sperimentarono forme di governo che a molti sono sembrate annunciare le moderne democrazie, come pure il teatro di conflitti sociali che sono apparsi anticipare le lotte di classe che l'Europa ha conosciuto su vasta scala molti secoli dopo. La straordinaria ricchezza dei suoi cittadini maggiori, la vitalità delle attività economiche e l'eccezionale tradizione culturale della città sull'Arno infatti hanno costituito una miscela unica nella storia dell'Occidente che ha lasciato splendide tracce in monumenti e opere d'arte che ancora oggi guardiamo come capolavori. In questa Storia di Firenze l'illustre storico John Najemy discute tutte le fasi principali della storia fiorentina tra il 1200 e il 1575. Il suo racconto intreccia gli sviluppi intellettuali, culturali, sociali, economici, religiosi e politici, seguendo la trasformazione di Firenze da comune medievale a repubblica aristocratica fino alla trasformazione in un principato territoriale che è durato fino all'Unità d'Italia.
Firenze potrebbe sembrare l'ultima città ad aver bisogno di una presentazione, data la sua fama leggendaria: patria natale del Rinascimento e culla della moderna civiltà occidentale. Questo libro offre tuttavia un'interpretazione di circa quattro secoli di storia fiorentina da una prospettiva diversa da quella della leggenda che presenta Firenze come un miracolo inspiegabile, sostanzialmente senza storia e contesto. Da tempo gli storici dell'arte e della letteratura hanno inquadrato le opere della Firenze rinascimentale nel loro contesto storico. Ma altrettanto va fatto per sradicare l'idealizzazione dei detentori della ricchezza e del potere nella Firenze di quei secoli. La sua storia fu piena di conflitti, sia all'interno dell'élite sia fra questa e le altre classi sociali. La sua storia e cultura si svilupparono attraverso controversie e antagonismi di classe. Durante il XIII secolo nelle città italiane il «popolo» organizzato nelle arti di mestiere e nelle compagnie militari di quartiere, imbevuto dei concetti di cittadinanza e di bene comune assorbiti dalla Roma antica, lanciò la prima sfida politicamente efficace e ideologicamente fondata a una élite di detentori del potere; una sfida, nel caso di Firenze, che riuscí, non a rimpiazzare l'élite, ma a trasformarla. Lo straordinario libro di Najemy unisce analisi tematiche della società, dell'economia, della cultura e delle strutture familiari, affrontate in precisi contesti storici, con il filo conduttore di una narrazione dell'evoluzione politica delle istituzioni e delle contese per il potere.

€42,00
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Studi di iconologia. I temi umanistici nell' arte del Rinascimento.

Torino, 1999. In-8¡, pp. xxxii-387, figg. 175 in nero n. t., br.


€29,00
Nicht am Lager

Studi di iconologia. I temi umanistici nell`arte del Rinascimento.

8806199029

Torino, Einaudi, 2009. In-8¡, pp. xxxii-387, figg. 175 in nero n. t., br.

€32,00
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Studi sulla scultura gotica in Italia. Storia e geografia.

Torino, Enaudi, 1991. Cm 21,5x16, pp. xxxiii-178, ill. 227 in nero f. t., cart. e sovrac. in cust.
€130,00
Nicht am Lager

Teoria del restauro.

9788806155650
Torino, 2000. Cm. , pp. 154, br.
€16,00
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Van Eyck. I fondatori della pittura fiamminga.

8806207489

Torino, 2013. Cm. 28x22, pp. xxii-271, tavv. 147 a col. n. t., cart. e sovrac.

Questo libro di Otto Pächt si occupa di uno dei problemi centrali della storia dell'arte occidentale: la nascita di un nuovo tipo di pittura negli antichi Paesi Bassi, quella fiamminga; gli artisti che furono i promotori di questo rinnovamento sono il Maestro di Flémalle e i fratelli Van Eyck, mentre il Polittico di Gand appare come opera centrale che apre, al tempo stesso, nuove discussioni. Questa svolta non è caratterizzata soltanto da un nuovo tipo di tecnica pittorica, ma soprattutto da una inedita concezione della rappresentazione, liberata da costrizioni ideologiche. Intorno a questi temi, a questi artisti e alle loro opere (dal Maestro di Flémalle a Jan Van Eyck (1390 ca.-1441), dal Polittico di Gand a Hubert Van Eyck e al Libro d'Ore di Torino) si snodano i cinque capitoli in cui è suddiviso il testo che, senza voler trattare da un punto di vista monografico né le personalità artistiche, né tanto meno i loro celebri dipinti, mira a tracciare un disegno complessivo del nuovo linguaggio figurativo, che dissolse a nord delle Alpi la tradizione medievale e introdusse la prima idea di realismo moderno. Pächt procede attraverso una sapiente e serrata lettura formale del dipinto, dal quale non si allontana mai. Anche per questo le numerosissime riproduzioni a colori accompagnano costantemente il lettore in una vera e propria galleria di capolavori.

 

€68,00
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Venezia, l'altro Rinascimento 1450-1581.

8806216627
Torino, 2014. Cm. 21x14, pp. xv-332, ill. 50 a col. e figg. 20 in nero n. t., br. Il volume prende in esame i centotrent'anni in cui la civiltà figurativa veneziana si svincola dall'eredità di Bisanzio per proiettare il suo magistero, attraverso la lezione di Bellini, prima sull'Italia e poi, con Tiziano, sul continente europeo. Questo libro percorre quel densissimo arco di tempo nel dialogo fra la pittura e l'architettura, la scultura e le arti proprie di Venezia, seguendo il consueto schema storico critico della collana: un ampio ed articolato saggio introduttivo dedicato agli snodi fondamentali dell'arte lagunare fra Quattro e Cinquecento, cui seguono le schede critiche di cinquenta fra le opere più rappresentative del periodo preso in esame. Indice dei nomi, in appendice.

€35,00
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Vermeer. L`artista, la famiglia, la città.

8806121928

Torino, Einaudi, 1997. In-8¡, pp. xli-351, ill. 57 in nero f. t., br. e sovrac.

€41,00
Nicht am Lager

Ombre. La rappresentazione dell'ombra portata nell'arte occidentale. Nuova edizione. Traduzione di Maria Cristina Mundici.

9788806228439
Torino, Einaudi, 2017. Cm 20x15, pag. 69, ill in nero e a col. br. Nuova edizione.
€22,00
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